Ostuni ieri e oggi: l’evoluzione di un borgo unico

Oggi, ogni hotel, residence, casa vacanze e b&b a Ostuni resta aperto tutto l’anno, per rispondere alla domanda turistica di uno dei borghi più noti e apprezzati della Puglia. La città possiede un patrimonio storico, culturale, artistico e paesaggistico che la rendono una perla del Mezzogiorno d’Italia, una realtà unica sotto tutti i punti di vista, una delle poche realtà turistiche della regione capace di svincolarsi del tutto dalle dinamiche della stagionalità e del turismo di massa balneare.

Ostuni è una città suggestiva che ha tantissimo da raccontare, merito di un retaggio controverso, vario e sofferto, scolpito nella pietra dei suoi monumenti e nella memoria storica di un popolo fiero e vessato da mille vicissitudini.

Il territorio accolse i primi insediamenti umani oltre 40.000 anni fa, quando i Messapi dell’Anatolia crearono accampamenti intorno alla collina dove oggi sorge Ostuni approfittando delle numerose grotte presenti. la città, oggi, è una meta di riferimento dal punto di vista archeologico e offre uno dei parchi più rilevanti del Sud Italia.

Il borgo fu anche feudo romano, baluardo imprescindibile posto al confine del mondo orientale e che conobbe lunghi periodi di migrazioni e invasioni che lasciarono tracce profonde. I Bizantini conquistarono la città e respinsero le invasioni Ostrogote, Longobarde e Saracene prima di cedere il posto agli Svevi, cui successero i Normanni.

Fu poi la volta degli Aragonesi, che donarono a Ostuni il periodo più glorioso della propria storia: la città, grazie a una fiorente e dinamica comunità ebraica, divenne un centro mercantile, eccellenza nella vendita delle stoffe, la città raggiunse per la prima volta i 17.000 abitanti. Toccò agli Asburgo succedere alla casata iberica, prima che Filippo IV decise di vendere la città nel 1639 per sopperire alle perdite causate dalla devastante Guerra dei Trent’Anni. Fu acquistata dai ricchi mercanti dei Zevallos, che governarono come dei feudatari; la città segnò una radicale involuzione culminata con il contagio di peste della metà del ‘700. La calce presente in abbondanza sugli edifici del centro storico, grazie alla sua azione disinfettante, permise all’epidemia di non diffondersi nel massimo delle sue potenzialità, salvando la città dall’estinzione.

Nel frattempo, Ostuni era diventata un mosaico di culture, arti e stili, punto di incontro e armonizzazione dei canoni classici, rinascimentali, orientali e controriformisti, acquisendo valore dal punto di vista storico-culturale. Nel frattempo, i Borbone riuscirono a risollevare le sorti del borgo, inaugurando una nuova fase di rapida crescita, cui è stato dato seguito anche nel corso del XIX secolo. Ostuni, da allora, è cresciuta economicamente e a livello demografico, il bianco del suo centro storico è stato in parte contaminato da nuovi giochi di cromie, pur senza perdere l’illusione avorio donata dalla rifrangenza dei raggi del sole.

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