Il Giardino dei Ricordi del cimitero Prima Porta a Roma

Il lieve incremento della pratica della cremazione in Italia ha favorito la nascita – nei pressi o all’interno dei cimiteri stessi – dei cosiddetti “Giardini del Ricordo”, dei luoghi predisposti appositamente per la “dispersione” delle ceneri (pratica non consentita in Italia se non in appositi luoghi) e un punto di raccolta e di preghiera per quanti vogliono trovare conforto nel dare l’ultimo saluto. I Giardini del Ricordo, però, non si trovano in tutti i cimiteri. Per quanto riguarda la scelta della cremazione a Roma, i parenti del caro estinto possono confidare nella possibilità di deporre l’urna presso il Giardino dei Ricordi del cimitero Flaminio di Prima Porta che è anche il cimitero nella capitale preposto alla cremazione perché dotato dei forni e delle strutture adatte.

Come è strutturato il Giardino dei Ricordi al Flaminio

Il Cimitero Flaminio si trova nella periferia nord di Roma tra la via Flaminia e la Tiberina, a ridosso della stazione di Montebello sulla linea ferroviaria Roma-Civitacastellana-Viterbo. Il cimitero è noto anche con il nome di Prima Porta e con i suoi 150 ettari di estensione è il cimitero più grande d’Italia, al suo interno corrono 70 km di viali e strade interne che si possono percorrere su veicoli privati e autobus di linea.

Il Giardino dei Ricordi, allestito al suo interno, è stato progettato dall’architetto Roberto Vannelli nel 2005 su commessa del Comune di Roma e Ama su una superficie di 25.000 m2. Il progetto cerca di esprimere in architettura le suggestioni letterarie sul passaggio dalla vita alla morte.

L’idea originale e i cambiamenti in fase di realizzazione

A livello planimetrico il giardino si presenta come un invaso circolare di forma imperfetta perché dovrebbe rimandare l’idea di una conca di origine naturale contornata da una fitta vegetazione. L’idea è quella di entrare in un luogo intimo e raccolto ispirato ai giardini persiani o all’immaginario del paradiso terrestre. Gli elementi simbolici sono:

  • La forma circolare segnata da un percorso ligneo che termina nel prato;
  • Un muro di contenimento che limita il giardino sul lato del forno crematorio.

All’interno del giardino è stato realizzato un “pontile” che è una sorta di trampolino con la funzione di sbalzo che si affaccia sul versante della collina. Sotto il trampolino è collocato un grande piatto circolare, una sorta di calice con zampilli d’acqua dotato di un macchinario al suo interno che aiuta a disperdere le ceneri dei defunti nella collina stessa. Le ceneri disperse, così, arricchiscono e “concimano” il terreno della collina stessa favorendo il simbolico circolo della vita. Anche il percorso sul trampolino ha un valore simbolico come il viaggio della vita e del trapasso; gli stessi materiali utilizzati per la realizzazione del trampolino ricordano il ponte di una nave per riprendere il tema del viaggio.

Rispetto al progetto originario, la vegetazione impiantata è diversa: al posto di alberi da ombreggiamento sono stati piantati i classici cipressi e le magnolie e altra vegetazione tipica mediterranea (olmi, palme nane, rovereti). Originariamente era prevista una grande lapide circolare per il contenimento delle targhe a memoria dei defunti dispersi, nella realtà la lapide è stata rimpicciolita allo stadio di un semplice parapetto.

La pavimentazione di ingresso e il camminamento verso il trampolino doveva essere rivestito in pregiato marmo travertino e basaltina, che in fase di realizzazione è stato sostituito dal tufo che mantiene l’idea del giardino, ma ne riduce la “preziosità”.

Il giardino termina con una lunga passeggiata in terra battuta costeggiata da tigli. La manutenzione del giardino non è ottimale, ma resta pur sempre un luogo di preghiera e di raccoglimento molto intimo, nostalgico e “romantico” in senso letterario ottocentesco per il suo struggente significato.

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